Passeggiata Naturalistica a Villa Ada

PASSEGGIATA NATURALISTICA A VILLA ADA (1)
A cura della Dott.ssa Stefania Fortino Biologa e Guida Ambientale – Vicepresidente dell’Associazione Tiroidee

La primavera risveglia profumi e accende colori!Villa Ada è uno dei Parchi urbani più estesi della Capitale.

E’ caratterizzata da una fitta vegetazione tipica del mediterraneo, dove si alternano zone boschive a leccio, quercie da sughero, pini, allori e zone a macchia mediterranea, attirando e fornendo ospitalità a numerose specie di animali selvatici.

Una piacevole passeggiata alla scoperta delle bellezze naturalistiche di Villa Ada, un ottimo consiglio per dimenticare lo stress della vita quotidiana!

Il percorso è a bassa difficoltà (semplice camminata adatta a tutti e senza necessità di alcuna attrezzatura specifica) e di durata di 1h e 30′ circa.
Evento gratuito per gli associati Tiroidee

Per chi non ha ancora la nostra tessera associativa potrà richiederla in occasione della passeggiata.
Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni sulla Mission e sulle attività dell’Associazione Tiroidee, associarsi, fare una donazione o/e semplicemente conoscerci e godersi la passeggiata!
Per prenotazioni scrivere a tiroidee@gmail.com o chiamare al numero 349.2205430

Link dell’evento su Facebook
Evento in collaborazione con:
Dott.ssa Stefania Fortino
Biologa – Guida Ambientale
Vicepresidente dell’Associazione Tiroidee
http://biotrekkingroma.com/
Cell. +39 349 2205430

IODIO: UN ELEMENTO ESSENZIALE PER IL NOSTRO ORGANISMO

Articolo di Stefania Fortino
Articolo della Dott.ssa Stefania Fortino, Ph. D. Biologa

Fonti alimentari e fabbisogno giornaliero

Lo iodio è un micronutriente essenziale presente nell’organismo umano in piccole quantità (15–20 mg),  concentrato quasi esclusivamente nella tiroide (circa il 70-80%) e distribuito in altri tessuti, in particolare nelle ovaie, nei muscoli e nel sangue.

L’unica funzione biologica riconosciuta allo iodio è connessa all’attività della tiroide e alle tironine da essa prodotte, le quali contengono iodio nella loro struttura chimica:

  • Tiroxina (chiamata T4 per la presenza di 4 atomi di iodio)

  • Triiodotironina (chiamata T3 per la presenza di 3 atomi di iodio)

Lo iodio e’ diffuso nell’ambiente in diverse forme chimiche ed è presente nel suolo e nelle rocce. Si scioglie nell’acqua piovana ed è trasportato nei fiumi fino al mare. Qui lo iodio può evaporare e con le piogge ritornare sulla superficie terreste o accumularsi nelle alghe, nei pesci e nei crostacei.

Il contenuto di iodio in un determinato terreno varia notevolmente a seconda delle caratteristiche del suolo (contenuto di sostanza organica, quantità delle precipitazioni, permanenza più o meno lunga negli strati superficiali del suolo, ecc…). Ma, generalmente, il contenuto di iodio nei suoli è minore nelle zone montane e nelle pianure alluvionali rispetto alle zone costiere.

FONTI ALIMENTARI DI IODIO

Lo iodio non è sintetizzato dall’organismo, la sua principale fonte è rappresentata dalla dieta. Tuttavia, il contenuto di iodio negli alimenti è estremamente variabile e dipende dalla presenza di questo elemento nel terreno e nell’acqua. Nei vegetali dipende dallo iodio presente nel terreno in cui vengono coltivati, mentre negli alimenti di origine animale dipende dallo iodio assunto dagli animali con l’alimentazione.

Gli alimenti con la più alta concentrazione naturale di iodio sono i pesci e i frutti di mare (vedi Figura 1 e 2). Tutti i tipi di fauna e vegetazione marina assorbono iodio dall’acqua di mare e per questo sono ottime fonti di questo minerale. In misura minore lo iodio si trova nella frutta, nelle uova, nei cereali, nei prodotti lattierocaseari e nella carne.

La disponibilità metabolica dello iodio presente negli alimenti può dipendere anche dal metodo di cottura: ad esempio, mediante bollitura si ha una maggiore riduzione del contenuto di iodio.

Figura 1: Contenuto medio (µg) di iodio per categoria alimentare

Figura 2: Contenuto medio (µg) di iodio in pesce e suoi derivati, crostacei e molluschi

FABBISOGNO GIORNALIERO

In condizioni basali, si calcola che la tiroide ha bisogno di 60 µg di iodio al giorno per mantenere un adeguato rifornimento di tiroxina. Questa quantità in massima parte (50 µg) deve provenire dalla dieta, mentre un sesto (10 µg) è recuperata dal ricambio ormonale.

Per assicurare una disponibilità in condizioni di normale attività e spesa energetica, si raccomanda a un adulto di introdurre 150 µg di iodio al giorno (vedi tabella). La parte di iodio, eventualmente in eccesso, non utilizzata dalla tiroide, viene escreta con le urine e con le feci, insieme allo iodio proveniente dal ricambio ormonale (vedi Tabella 1).

Tabella 1AA VV 2005 Fisiologia dell’uomo – FAO/WHO, ICCIDD, 2005

Se l’apporto di iodio è inferiore a 60 µg, la tiroide può subire ipertrofia (ingrossamento), comunemente chiamata “gozzo”. Quando l’apporto di iodio diventa molto basso (inferiore a 20 µg), sebbene la tiroide abbia un meccanismo naturale di adattamento, non riesce a compensare l’ipertrofia e a raggiungere un’adeguata assunzione di iodio, e s’instaura di conseguenza uno stato di ipotiroidismo.

L’assunzione di iodio con gli alimenti può non essere sufficiente. Per monitorare una corretta assunzione in Italia, l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha istituito l’OSNAMI (Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Idroprofilassi in Italia), una struttura epidemiologica che si occupa del programma di iodoprofilassi in relazione alla prevenzione del gozzo endemico e delle altre patologie derivanti dalla carenza iodica.

Il programma di prevenzione prevede una serie di misure destinate a promuovere il consumo di sale arricchito di iodio su tutto il territorio nazionale.

stefania Fortino

Bibliografia:

AA VV (Ed.E.E). Fisiologia dell’uomo, 2005.

Olivieri A., Vitti P. (Ed.). Attività di monitoraggio del programma nazionale per la prevenzione dei disordini da carenza iodica. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2014. (Rapporti ISTISAN 14/6).