TIROIDE: UNA QUESTIONE DI FIDUCIA

La storia di Aurora

Ciao a tutti gli amici di Tiroidee! Mi chiamo Aurora, ho 25 anni  e vivo e studio a Lecce.

L’esperienza che vi racconto inizia da Torino, quando nel 2009 ho deciso di andare a studiare Ingegneria Fisica. Inglese e fisica erano le materie in cui andavo bene al liceo e pensavo di potercela fare. E’ da quel momento della mia vita che l’aspetto psicologico è diventato fondamentale perché sono sempre stata una ragazza serena, tranquilla e non mi sono mai fatta problemi. A Torino, oltre alla difficoltà nello studio e quindi all’insoddisfazione di non vedermi più riconosciute le mie abilità, nascono dei rapporti sociali che mi danno diversi problemi. Andata a Torino mi sono trovata da sola, alle prime esperienze da matricola ed ho incontrato delle persone completamente diverse dalle amicizie che avevo a Lecce… si cresce, si fanno esperienze diverse, vivi da sola prendendoti anche delle responsabilità. Infatti da settembre a gennaio sono nati dei problemi e delle incomprensioni e ho iniziato a perdere delle amicizie molto importanti, di conseguenza mi sono sentita, ed ero isolata ed esclusa. Verso la fine di gennaio ho incontrato un ragazzo che è diventato il mio ragazzo e per fortuna la mia vita sociale continua con nuovi amici ma sempre con difficoltà. Quello che ho riscontrato fisicamente in quei mesi è stata una stanchezza assoluta, una continua necessità di dormire e una scarsissima capacità di concentrazione mentale. Inoltre in quel periodo seguivo un’alimentazione decisamente scorretta: mangiando in casa, oltre alle porzioni esagerate, ripiegavo su dolciumi, cibi pronti e surgelati, senza provare a variare la dieta. L’alimentazione mi affaticava ancora di più e l’umore e gli stati d’ansia non accennavano a migliorare. Avevo sempre freddo, un freddo esagerato che mi faceva diventare blu le dita di mani e piedi (poi ho scoperto di soffrire anche di artrite reumatoide). In questo stato rinunciavo ad andare all’università e a seguire le lezioni, a concentrarmi su un obiettivo e provare a raggiungerlo. Tuttavia fino a giugno non ci feci caso, sapevo di stare male ma in quel momento non ho avuto la forza di dirmi “non voglio stare più male”. Continuavo la mia vita però non la stavo dirigendo io, mi facevo influenzare da questi problemi.

Ho scoperto di avere l’ipotiroidismo  e cioè la Tiroidite di Hashimoto soltanto a giugno del 2010, quando finalmente ho preso la decisione di tornare a Lecce a studiare Lingue. Ho fatto le analisi e sono andata dall’endocrinologo che mi ha diagnosticato ipotiroidismo subclinico con anticorpi troppo alti. Ho seguito la cura col farmaco per tre anni e mi sono trovata bene. Non mi sentivo benissimo, (non ero curata) però non ero stanca come prima. Non so che cosa mi è successo ma a febbraio dell’anno scorso mi sono detta che io una pastiglia a vita non la volevo prendere, quindi ho cercato altri modi per stare bene con la tiroide.

Photo credit: Kalexanderson / Foter / CC BY-NC-SA
Photo credit: Kalexanderson / Foter / CC BY-NC-SA

E’ stata una ricerca personale che è partita da internet ed è proseguita sui libri ma che non ha mai avuto il supporto del mio medico. Con occhio critico ho selezionato alcuni libri che potevano aiutarmi, tra cui “The China Study” di Campbell (ma non mi sono fatta abbindolare dai primi libri che ho trovato, anzi) e la prima cosa che volevo fare era sperimentare un’alimentazione sana su me stessa. A partire da febbraio 2013 ho iniziato a curare di più la mia alimentazione eliminando latticini, uova e carne. Ho avuto dei benefici anche su altri aspetti come per l’acne, per la quale il medico mi aveva abbandonata a me stessa. L’alimentazione mi ha aiutato molto anche a livello digestivo, problemi di stomaco e rigurgito notturno. E’ stata una sperimentazione personale ed ho anche trovato un modo migliore di mangiare. Quindi da febbraio 2013 ho continuato a prendere il farmaco per la tiroide ma adottando un’alimentazione vegana. Ho iniziato per una questione di benessere poi la mia consapevolezza si è trasformata e anche adesso non mangerei più carne o berrei latte.

A Lecce ho scoperto cosa avevo grazie al medico di fiducia e alla mia famiglia che mi supportava e da quel momento ho avuto nuove speranze e voglia di ricominciare. Ho ingranato con gli esami anche se avevo perso la mia abilità nell’inglese e mi dovevo rimettere al passo.

Nell’agosto 2013 ho iniziato a sentire delle palpitazionitachicardia appena sveglia, e questo sintomo mi ha riportato a fare delle analisi: da ‘ipo’ sono passata a ‘iper’ e di conseguenza il mio endocrinologo mi ha abbassato il dosaggio. Durante la visita gli ho spiegato i cambiamenti importanti della mia alimentazione ma lui mi ha detto che non c’era un legame, ma che comunque il passaggio all’ipertiroidismo era il sintomo che la tiroide non era completamente addormentata. A dicembre 2013 ho avuto ancora tachicardia ed ho fatto delle visite dal cardiologo. Il mio cuore stava benissimo e la colpa di tutto era sicuramente il dosaggio del farmaco per la tiroide.  Sentivo palpitazioni al risveglio e prima di andare a dormire. L’endocrinologo mi disse che la tiroide stava bene e che però non voleva abbassarmi il farmaco, il cardiologo mi disse che il cuore stava benissimo e mi consigliò di rivedere il dosaggio. Non sapevo cosa fare! Allora con prudenza, senza il supporto del medico, ho iniziato ad abbassare il dosaggio per vedere di stare meglio col cuore. Da maggio ho tolto completamente il farmaco e non l’ho preso più. Mi sentivo benissimo, mi svegliavo  e vivevo con regolarità. Quello che mi ha spinto a questa scelta è stata la voglia di non innescare la dipendenza dal farmaco pensando: “questa pasticca a me non serve”. Da allora ho cercato di fare più attività fisica e di mangiare meglio. Avevo una specie di ottimismo, non mi sentivo legata alla pasticca e sentivo di potercela fare.  Comunque ho continuato a fare le analisi e a tenere tutto sotto controllo.

Per un anno è andato tutto liscio ma, adesso, la mia storia è cambiata. Ultimamente vivo un periodo di forte stress dovuto ad impegni universitari, e di conseguenza il TSH è salito, sebbene la mia tiroide produca lo stesso gli ormoni. Ho ripreso la cura, che secondo il medico è indispensabile, ma per me non è la soluzione, considerato che tutto dipende da come io reagisco agli ostacoli della vita. Per fortuna sono consapevole del fatto che il mio corpo non è un ostacolo, ma fa tutto il possibile per non farmi soffrire troppo. Forse è un’idea strana della malattia, ma un motivo c’è sempre, che si conosca o meno, e non è perché il corpo è impazzito. Questo mi porta a voler cercare cure alternative, che non siano di natura farmacologica: prima fra tutte la serenità mentale. Molti medici non considerano quest’aspetto, altri sanno che la maggior parte delle malattie sono causate dal forte stress. Non vorrei che i miei pensieri venissero fraintesi: se non avessi il supporto farmacologico forse starei peggio, forse no; sicuramente, per quanto mi riguarda, non risolvono il problema, e io non voglio perdermi d’animo.

CARA TIROIDE: MI CONOSCI MEGLIO DI CHIUNQUE ALTRO!

Volevo aggiungere al racconto dell’esperienza, e da qui il titolo, che la fiducia in me stessa e nel mio corpo è per me fondamentale, come la voglia di guarire, la voglia di sole, natura, cibi vitali. Insomma non bisogna dimenticare se stessi, secondo me, ma rimanere in contatto con le proprie sensazioni e desideri, allontanando i problemi inutili, e ricordandoci che la tiroide è la prima ad avvisarci, a suo modo, che ci siamo persi per strada.

 

7 lezioni che la Malattia Cronica mi ha insegnato: uno sguardo retrospettivo sull’Ipotiroidismo. II PARTE

Un paio di settimane fa abbiamo conosciuto Sarah Downing, una donna alle prese con la Tiroidite di Hashimoto e con la ricerca del benessere attraverso la positività e la condivisione della sua storia con altri tiroidei. Sarah adesso è una donna molto attiva, una scrittrice e attivista per i diritti dei pazienti tiroidei di tutto il mondo.

LEGGI QUI LA I PARTE DELL’ARTICOLO

Sarah Downing
Sarah Downing

TiroIdee vi presenta la continuazione dell’articolo sulle 7 importanti lezioni che l’Ipotiroidismo ha insegnato a Sarah. Buona lettura!

  • Pensate al vostro medico come ad un alleato che vi può fornire strumenti e conoscenze per guarire. Potete fare sempre le vostre ricerche, essere i sostenitori di voi stessi e seguire il vostro intuito – è una cosa potente se si impara ad ascoltarlo. Anche i medici non sono infallibili, quindi è di vitale importanza prendere in carico la propria guarigione. Non accettate un medico che si impone e non vi rispetta. E non abbiate paura di mandarlo al diavolo se lo fa. Dopo tutto siete voi a pagare per un servizio! Per voi è importante trovare qualcuno che è seriamente intenzionato a farvi perseguire il vostro personale percorso verso il benessere.

  • Ogni paziente è unico e non esiste la “Pillola magica”. Si può avere beneficio da un trattamento oppure no. Quindi, non fate paragoni con le storie e il percorso di altri pazienti. Combattiamo tutti la nostra battaglia e non possiamo mai veramente camminare nelle scarpe di un altro. Non sentitevi in colpa se i vostri sintomi sono meno gravi di quelli di qualcun altro. Questo non rende la vostra sofferenza meno importante.

  • Utilizza al massimo ogni giornata. Alcuni giorni viviamo la vita al massimo altri possiamo subire rallentamenti. Amate ogni momento come se fosse un dono. A volte la malattia ci può far scoprire nuovi doni di cui prima ignoravamo l’esistenza. Siate pronti a scoprire cose nuove su voi stessi e sul mondo che vi circonda.

  • Ignorate chi non prende sul serio la vostra malattia. C’è spesso una mancanza di consapevolezza e conoscenza verso le malattie “invisibili” (sei malato dentro ma appari sano a chi ti guarda da fuori), non scoraggiatevi per questo. Cercate comprensione da chi veramente vi vuole bene e prendete le distanze, quanto possibile, da quanti potranno solo abbattervi. A volte chi vi abbatte è proprio la vostra famiglia e in questo caso potete scegliere di limitare i contatti per quanto riuscite. Una delle cose più importanti che mi ha aiutato nella guarigione è stato proprio questo: allontanare le persone negative dalla mia vita e circondarmi da chi veramente voleva stare con me e sostenermi. Alcune amicizie sono naturali e spontanee e queste sono le uniche che si dovrebbero nutrire e cercare.

  • Non perdete mai la speranza e prendetevi del tempo per ridere e rimanere positivi. Fatelo per voi stessi: lottate per stare bene! Fate le cose che vi piacciono  e state con le persone che amate, siano essi amici o famiglia. Siate consapevoli delle cose che vi fanno ottenere il benessere. Fatele e rifatele ancora!

Mi piacerebbe sentire anche le vostre esperienze a riguardo . Quali lezioni vi ha insegnato la malattia cronica? Vi sentite delle persone migliori adesso? Avete qualcosa da dire che potrebbe aiutare altri?

Vostra nella speranza e nella guarigione,                                                                                                                                                                                                                                Sarah Downing 

Butterflies & Phoenixes
Web: www.sarahjdowning.com
FB: www.facebook.com/ButterfliesandPhoenixes

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7 lezioni che la Malattia cronica mi ha insegnato: uno sguardo retrospettivo sull’Ipotiroidismo. I PARTE

Sarah Downing
Sarah Downing

Leggi la versione originale dell’articolo QUI

Nell’agosto del 2009 a Sarah è stata diagnosticata la Tiroidite di Hashimoto. Questo momento ha rappresentato un punto di svolta nella sua vita, perché improvvisamente si è resa conto che non doveva più sentirsi in colpa per molti dei suoi sintomi come la stanchezza cronica e l’aumento di peso.  In questo periodo ha capito che con la sua scrittura poteva  aiutare e incoraggiare gli altri in situazioni simili e che poteva guarire catarticamente se stessa  imparando dalle esperienze del passato.

Sarah  ha dato a TiroIdee la possibilità di tradurre il suo articolo poiché crede che la condivisione della speranza e di esperienze positive siano cose  indispensabili per aumentare la consapevolezza e la pro attività verso la malattia.

Sarah è una scrittrice appassionata, una  poetessa, una traduttrice e Blog Editor per ThyroidChange.org.  Il suo blog personale è “Butterflies&Phoenixes”. Sarah Downing è nata e cresciuta in Inghilterra ed ora vive e lavora in Pennsylvania con il marito e i loro tre affettuosi gatti.

Grazie mille Sarah, spero che la tua storia di coraggio e positività verso la vita possa essere di aiuto a tantissimi pazienti tiroidei. Di seguito i primi 2 punti del suo articolo:

  • Trattatevi con pazienza e gentilezza. Lo so che vorreste che le cose tornassero regolari dall’oggi al domani, ma purtroppo ci potrebbero volere mesi e a volte anche anni per sperimentare di nuovo la normalità. Prima di tutto pensate a quanto tempo avete impiegato per ammalarvi… è un pensiero scoraggiante ma potrà farvi vivere ogni piccolo miglioramento come un successo. Siate gentili con voi stessi perché nei giorni più frustranti e difficili è la vostra prospettiva mentale a giocare un ruolo determinante nella guarigione. La verità è che la vita non sarà mai più la stessa, ma questa non è necessariamente una cosa negativa. Posso dire di essere molto più felice e soddisfatta di come ero prima della diagnosi e i motivi li spiegherò più avanti in questo articolo. Potrete anche avere bisogno di piangere per la vostra vecchia vita e questo vi aiuterà a chiudere e guardare avanti. Siate onesti con voi stessi riguardo ai sentimenti che provate e consentitevi di essere arrabbiati e tristi invece di farvi corrodere da dentro dalle emozioni. Per abituarvi alla nuova vita ci vuole del tempo, ma ho capito che tutto diventa più facile sentendosi proattiva/o e responsabile e circondandosi da gente amorevole e premurosa che capisce quello che stai attraversando. Ho sofferto per anni a causa dei sintomi della malattia alla tiroide e quando finalmente ho avuto una diagnosi mi sono sentita sollevata e mi sono data tante spiegazioni. La diagnosi di Ipotiroidismo ha spiegato il mio incontrollabile aumento di peso e la mia stanchezza cronica e ha fatto si che non ne provassi più vergogna né colpa. La mia diagnosi mi ha dato la speranza di migliorare la mia condizione e trovare sollievo dai miei sintomi. Ma ho anche capito che stare bene è come sbucciare gli strati di una cipolla. Il trattamento non è quasi mai semplice e possono esserci delle condizioni correlate. Proprio per questo ho dovuto imparare ad essere il “detective medico” di me stessa e insistere sul trattamento di cui ho bisogno e che merito.

  • Guardate attraverso le nuvole cercando di cogliere il lato positivo delle cose. La malattia cronica è devastante, ma mi ha insegnato tanto e mi ha portato a percorrere un sentiero mai battuto. L’Ipotiroidismo mi ha insegnato a celebrare il mio corpo e a trattarlo con l’amore che merita facendo una dieta sana e bilanciata. Trovate quello che va bene per voi perché non c’è un’unica soluzione buona per tutti. Dalla mia diagnosi valorizzo la bellezza e l’unicità del mio corpo. Prima molte persone facevano commenti sprezzanti sulla mia figura. Sono sempre stata formosa, ma non ho mai avuto sintonia con quello che era considerato bello dalla gente. Ora sono ancora curvy, ma la differenza è che ho lavorato per avere una buona forma, per essere tonica e forte, tanto che ora sto per completare la mia formazione come massaggiatrice, una nuova carriera che ho intenzione di portare avanti insieme alla scrittura e alla traduzione. Ieri ho addirittura massaggiato un ex-lottatore, cosa che non avrei mai potuto fare prima! I miei insegnanti di massaggio commentano spesso su come sono forte e pensare che, solo pochi anni fa, riuscivo a malapena ad alzarmi dal letto! Quando si è malati, ci si concentra sulla propria guarigione, ma è sorprendente quante persone malate finiscano per diventare guaritori – forse perché abbiamo sperimentato la sofferenza di lottare per trovare qualcuno che ci dia una mano per uscire dal nostro personale abisso. La malattia e la sofferenza coltivano l’empatia e il potere di guarigione delle persone. La mia malattia mi ha permesso di aiutare gli altri condividendo la mia ricerca e le mie esperienze attraverso il mio blog, in particolare sul mio sito “Butterflies&Phoenixes”. Per me è molto appagante e fortificante. Ultima cosa ma non meno importante: a causa dell’ipotiroidismo ho stretto  innumerevoli  e care amicizie. La nostra malattia ci ha unito, ed alla fine molti di noi hanno scoperto di avere anche tante altre cose in comune.

Potrete leggere gli altri punti dell’articolo di Sarah Downing nel prossimo post di tiroidee.com.

Butterflies & Phoenixes
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