5×1000 a Tiroidee APS

🦋🦋🦋DONA LE ALI A TIROIDEE🦋🦋🦋
Abbiamo bisogno di voi per sostenere e portare avanti il nostro PROGETTO! Sempre dalla parte del paziente tiroideo durante la diagnosi e la cura della patologia 🌸🌻🦋
Nella dichiarazione dei redditi inserite il C.F. della nostra associazione 97846740583
A voi non costa niente ma per noi vale molto<<
#tiroide #viveresenzatiroide #basedow #hashimoto #psicologia #lifeisbeautiful #gmfmedicalcenter #mentecorpo #hashimoto #thyroid #tiroidee #5×1000 #noprofit #salute #salutementale #grazie #benvenutaprimavera #thankyou #Primavera #saluteebenessere #farfalla #butterfly #sostienici #support #sostegnopsicologico #prevenzione #salute #thyroid #thyroidcancer #autoimmunedisease

Vivere senza tiroide – Le nostre storie

🦋VIVERE SENZA TIROIDE 🦋

Oggi ringraziamo Agata per la condivisione della sua testimonianza!

🌻 Tre anni fa, proprio in questo giorno, realizzai che il viaggio, per quanto breve, era stato un’esperienza meravigliosa dall’inizio alla fine.
Realizzai che anche nella monotonia della vita di tutti i giorni viviamo momenti forti e che la sofferenza è la prova del nostro essere.
Nel vortice, ero sicura di avere annusato l’odore della fine. Un sentore flebile ma reale.
Mentre si guarisce, si percepisce qualsiasi cosa come una gioia. Forse è il flusso della vita stessa che man mano riprende vigore.
Ho sempre sorriso, lo considero un accessorio indispensabile del mio essere e adesso, non lo faccio più da sola, c’è lei, la mia “cicatrice” alla quale non so se dare il ruolo di amica o nemica, ma una cosa è certa: sorride continuamente, anche per me!
🦋 Buon Compleanno al mio sorriso indelebile!
Agata

Buone feste!

💚🦋A tutti i nostri amici ed associati

Buone Feste da Tiroidee APS🦋💚💛

Tutte le attività dell’Associazione riprenderanno dopo il 6 Gennaio.

IMG_20191224_135644_783

#tiroide #tiroidee #psicologia #psicoterapia #benesserepsicologico #psicologiapositiva #natale #natale2019 #auguri #buonefeste #xmas #xmas2019 #buonanno #2020 #hannukah #newyear #happynewyear

Disfunzioni della tiroide ed esercizio fisico

Esercizio fisico si o no? Perché? Quali attività? Cosa vuol dire “bruciare” e cosa cambia nelle disfunzioni tiroidee

Articolo a cura di Giulia Simonetti, Personal Trainer e creatrice del metodo BodyFit®

Voglio trattare questo argomento rispondendo in maniera semplice, diretta e utile alle domande più frequenti che certamente gravitano nelle nostre teste e che spesso, purtroppo, non trovano sufficienti ed esaurienti risposte.

Aprirò questa delicata parentesi con un cenno essenziale alle disfunzioni tiroidee, perché ed in che modo agiscono sul nostro metabolismo, se e quanto è importante l’attività fisica. Seguiranno, in una sorta di rubrica, i diversi approcci che necessariamente dobbiamo mantenere nelle diverse patologie, con altri articoli su ogni specifico argomento, mirati ad indirizzarvi sul corretto esercizio fisico. Parlerò non solo riferendomi a conoscenze tecnico-scientifiche, ma anche sulla base delle mie dirette esperienze, in particolare con un metodo di allenamento da me creato.

Cerchiamo di comprendere in maniera semplificata cosa avviene nel nostro corpo e in questo modo sarà poi molto più facile capire cosa fare, quando e perchè. Per approfondimenti sul funzionamento della vostra tiroide potete leggere questi due interessanti articoli: La Tiroide e Effetti degli Ormoni Tiroidei.  Vi riporto soltanto che la tiroide ha il compito di secernere ormoni e che il 90 % di questa secrezione ormonale è costituita dalla Tiroxina (ormone conosciuto come T4) e il 10 % dalla Triiodotironina (ormone conosciuto come T3). Questi due ormoni  sono entrambi importanti, dato che una buona parte di Tiroxina viene convertita in Triiodotironina nei tessuti periferici.

Su cosa agiscono questi ormoni?

Oltre a stimolare la crescita nel bambino, hanno forti effetti nella regolazione del metabolismo: aumentano sia il metabolismo basale, che l’attività metabolica dei tessuti. Per metabolismo basale intendiamo il nostro consumo energetico in condizioni di riposo, in stato di veglia (quindi espletando le nostre funzioni di base, senza aggiungere attività lavorative e fisiche). Invece, per attività metabolica dei tessuti, intendiamo la velocità di utilizzazione delle sostanze energetiche (quelle che introduciamo con l’alimentazione). Inoltre gli ormoni tiroidei aumentano la risposta dei tessuti a dopamina, adrenalina, noradrenalina, sostanze che aiutano il nostro organismo a reagire agli stress, aumentando la quantità di sangue pompata dal cuore (quando abbiamo paura, siamo emozionati o in apprensione, il nostro cuore “batte più forte”, sono tutti sintomi di stress) e quindi è maggiore il flusso di sangue che arriva ai tessuti, stimolando il metabolismo cellulare.

Come cambia il metabolismo?

Se abbiamo un’eccessiva concentrazione di ormoni tiroidei circolanti (come nell’Ipertiroidismo) avremo una spesa energetica maggiore di base ed un’aumentata velocità di utilizzo delle energie (“bruciamo” di più e “accumuliamo” di meno), nonché un’iperattività del sistema nervoso. Nel caso dell’Ipotirodismo avremo una reazione opposta, essendo una condizione causata da carenza di ormoni tiroidei e carenza di iodio, con conseguente rallentamento del metabolismo, nonché rallentamento dell’attività fisica e psichica.

Quanto è importante l’attività fisica?

Qui introduco le linee guida, che andremo ad approfondire negli appuntamenti seguenti. Mi rendo conto che di queste patologie se ne parla molto poco e, troppo spesso, in maniera non corretta o superficiale. Soprattutto si collega il movimento semplicemente al “bruciare calorie”, al “sudare”, come se questo fosse l’unico scopo, un rimedio per bilanciare entrate e uscire, per “bruciare le calorie del dolce” che ho mangiato dopo pranzo. Dobbiamo capire quanti e quali sono gli effetti positivi sul nostro organismo dell’esercizio fisico e come utilizzarli per il nostro benessere di oggi e soprattutto di domani. Perché muoversi, se non è fatto nel modo corretto e finalizzato, non sempre fa bene. Anzi, quasi mai. piegamento L’attività fisica è fondamentale, nel caso di Ipotiroidismo ancora di più, ma va praticata, a seconda delle proprie condizioni, in maniera costante (almeno tre volte a settimana) e moderata. Se ancora qualcuno pensa che “sudare” equivale a “dimagrire”, sappia che purtroppo non è così: si dimagrisce quando si provoca un aumento del metabolismo (anche quello basale) e ciò si crea con la giusta attività fisica. Sudare, se non è associato a questa trasformazione, provoca solo una momentanea perdita di liquidi, che fa benissimo per eliminare tossine e darci una sensazione di benessere post-fatica, ma nessun dimagrimento. Ti pesi ed hai perso un chilo dopo l’attività fisica? Certo, probabile, se hai espulso molti liquidi, ma li recupererai semplicemente bevendo. E poi ricorda che “perdere peso” e “dimagrire” sono due cose molto differenti. Dimagrire, infatti, significa sostituire massa grassa con massa magra (muscolare), quindi potresti pesarti e scoprire di avere 1-2 kg in più dopo 2 mesi di attività fisica (perchè il muscolo “pesa” molto più del “grasso”, ma essere cambiata, magari una taglia in meno e sicuramente un corpo più tonico.

Sfatiamo anche la leggenda che è da evitare in caso di Ipertiroidismo! Certamente l’attività fisica va molto limitata e studiata nei particolari perché non dobbiamo rischiare di accelerare un metabolismo già di per se elevato, ma l’esercizio serve anche al mantenimento delle strutture e del tono muscolare! Serve a prepararci per una vecchiaia più godibile. Quindi, assolutamente non va evitato.

Vedremo insieme cosa fare e soprattutto cosa evitare … alla prossima.

7 lezioni che la Malattia Cronica mi ha insegnato: uno sguardo retrospettivo sull’Ipotiroidismo. II PARTE

Un paio di settimane fa abbiamo conosciuto Sarah Downing, una donna alle prese con la Tiroidite di Hashimoto e con la ricerca del benessere attraverso la positività e la condivisione della sua storia con altri tiroidei. Sarah adesso è una donna molto attiva, una scrittrice e attivista per i diritti dei pazienti tiroidei di tutto il mondo.

LEGGI QUI LA I PARTE DELL’ARTICOLO

Sarah Downing
Sarah Downing

TiroIdee vi presenta la continuazione dell’articolo sulle 7 importanti lezioni che l’Ipotiroidismo ha insegnato a Sarah. Buona lettura!

  • Pensate al vostro medico come ad un alleato che vi può fornire strumenti e conoscenze per guarire. Potete fare sempre le vostre ricerche, essere i sostenitori di voi stessi e seguire il vostro intuito – è una cosa potente se si impara ad ascoltarlo. Anche i medici non sono infallibili, quindi è di vitale importanza prendere in carico la propria guarigione. Non accettate un medico che si impone e non vi rispetta. E non abbiate paura di mandarlo al diavolo se lo fa. Dopo tutto siete voi a pagare per un servizio! Per voi è importante trovare qualcuno che è seriamente intenzionato a farvi perseguire il vostro personale percorso verso il benessere.

  • Ogni paziente è unico e non esiste la “Pillola magica”. Si può avere beneficio da un trattamento oppure no. Quindi, non fate paragoni con le storie e il percorso di altri pazienti. Combattiamo tutti la nostra battaglia e non possiamo mai veramente camminare nelle scarpe di un altro. Non sentitevi in colpa se i vostri sintomi sono meno gravi di quelli di qualcun altro. Questo non rende la vostra sofferenza meno importante.

  • Utilizza al massimo ogni giornata. Alcuni giorni viviamo la vita al massimo altri possiamo subire rallentamenti. Amate ogni momento come se fosse un dono. A volte la malattia ci può far scoprire nuovi doni di cui prima ignoravamo l’esistenza. Siate pronti a scoprire cose nuove su voi stessi e sul mondo che vi circonda.

  • Ignorate chi non prende sul serio la vostra malattia. C’è spesso una mancanza di consapevolezza e conoscenza verso le malattie “invisibili” (sei malato dentro ma appari sano a chi ti guarda da fuori), non scoraggiatevi per questo. Cercate comprensione da chi veramente vi vuole bene e prendete le distanze, quanto possibile, da quanti potranno solo abbattervi. A volte chi vi abbatte è proprio la vostra famiglia e in questo caso potete scegliere di limitare i contatti per quanto riuscite. Una delle cose più importanti che mi ha aiutato nella guarigione è stato proprio questo: allontanare le persone negative dalla mia vita e circondarmi da chi veramente voleva stare con me e sostenermi. Alcune amicizie sono naturali e spontanee e queste sono le uniche che si dovrebbero nutrire e cercare.

  • Non perdete mai la speranza e prendetevi del tempo per ridere e rimanere positivi. Fatelo per voi stessi: lottate per stare bene! Fate le cose che vi piacciono  e state con le persone che amate, siano essi amici o famiglia. Siate consapevoli delle cose che vi fanno ottenere il benessere. Fatele e rifatele ancora!

Mi piacerebbe sentire anche le vostre esperienze a riguardo . Quali lezioni vi ha insegnato la malattia cronica? Vi sentite delle persone migliori adesso? Avete qualcosa da dire che potrebbe aiutare altri?

Vostra nella speranza e nella guarigione,                                                                                                                                                                                                                                Sarah Downing 

Butterflies & Phoenixes
Web: www.sarahjdowning.com
FB: www.facebook.com/ButterfliesandPhoenixes

10901300_10152483157115938_897227921_o

SOSTANZE GOZZIGENE O ANTITIROIDEE

Articolo della Dott.ssa Stefania Fortino, Ph. D. Biologa
Articolo della Dott.ssa Stefania Fortino, Ph. D. Biologa

Lo iodio contribuisce in maniera determinante allo sviluppo e al funzionamento della tiroide.

Viene assunto mediante la dieta, assorbito attraverso il tratto gastro-intestinale e trasportato attraverso il flusso sanguigno alla tiroide che ne trattiene circa il 30%.

L’assimilazione dello iodio da parte dell’organismo e la sintesi degli ormoni tiroidei possono essere ridotte o inibite da alcune sostanze naturalmente presenti in numerosi alimenti vegetali.

Queste sostanze sono dette “gozzigene o antitiroidee” perché interferiscono con il metabolismo della tiroide, impedendo l’assimilazione dello iodio e determinando ipertrofia (comunemente conosciuto come “gozzo“).

Le molecole responsabili nel determinare questi effetti biologici sono maggiormente presenti nei vegetali appartenenti alla Famiglia delle Brassicaceae (o Crucifere), della quale fanno parte diverse categorie di ortaggi, come il cavolo, le rape, i broccoli, la rucola, i cavolfiori, la colza ecc.

  • Le sostanze gozzigene più attive sono presenti negli ORTAGGI A INFIORESCENZA, quali i cavoli, i cavolfiori, i cavoli di Bruxelles, i broccoli e le rape.

L’assunzione di iodio con la dieta non è sufficiente a contrastare il loro effetto gozzigeno (impedire l’assimilazione dello iodio da parte della tiroide).

  • Altre sostanze gozzigene sono presenti negli ORTAGGI A RADICE e A FOGLIA (sempre della Famiglia delle Brassicaceae), quali il crescione, il rafano, il ravanello e la senape. Queste sono invece considerate meno attive perchè il loro effetto gozzigeno può essere inibito dall’assunzione di iodio con la dieta.

In generale, l’azione gozzigena di queste sostanze non è necessariamente rilevante, ma occorre tenerla presente soprattutto in quelle regioni in cui l’assunzione di iodio con la dieta o per altri motivi, è scarsa.

E’ importante prestare attenzione all’assunzione di Brassicaceae ai soggetti affetti di ipotiroidismo,  anche se la biodisponibilità di queste sostanze viene enormemente ridotta dalla cottura (ad alta temperatura) di questi vegetali. Uno studio riporta come il cavolo bianco sottoposto a bollitura, abbia una perdita del contenuto di isotiocianati (sostanze gozzigene) del 56% nei primi 2 minuti e del 70% dopo 8-10 minuti.

Oltre all’impatto della cottura, anche i processi di congelamento potrebbero influire sulla biodisponibilità di queste sostanze.

Con la carenza nutrizionale iodica aumenta il rilascio da parte dell’ipofisi dell’ormone tireostimolante (TSH, thyroid stimulating hormone), il quale cerca di compensare il deficit, stimolando le cellule follicolari e aumentando la loro capacità di captare iodio. Quando la stimolazione del TSH diventa cronica si verifica un ingrossamento della tiroide (“gozzo“) e successivamente possono comparire noduli anche molto grandi, (“gozzo nodulare”) fino a causare gravi problemi alla respirazione e alla deglutizione.

Si stima che i disturbi da carenza di iodio interessi più di un miliardo di persone distribuite in 80 Paesi.

In Italia sono circa 6 milioni di persone; ancora oggi il gozzo è considerata una patologia endemica e l’ipotiroidismo congenito ha un’incidenza molto elevata.

CURIOSITA’:

In alcuni Paesi, il gozzo era talmente comune da essere considerato come una normale caratteristica somatica; veniva rappresentato in bambole dell’America centrale e in Italia ricordiamo la maschera “Gioppino” di Bergamo che mostra addirittura il gozzo ripartito in 3 parti.

Domande frequenti:

1) In quali altri alimenti sono presenti sostanze gozzigene?

Sostanze gozzigene sono presenti in altri vegetali a foglia appartenenti alla famiglia delle Chenopodiaceae (bieta, barbabietola e spinaci), delle Leguminoseae (fagioli, piselli, soia, arachidi), delle Ombrellifere (carote) e altri come aglio, cipolla, mais, germogli di bamboo, patate dolci, miglio (Sudan), noci (Araucaria araucana), Barbassu (Brasile).

Svolgono inoltre azione gozzigena elementi chimici quali: l’arsenico, il calcio, il cobalto e il rame.

2) Mangiando alimenti contenenti sostanze gozzigene, c’è il rischio di diventare carenti di iodio?

No. Se non si hanno già disturbi legati alla tiroide, non è necessario privarsi di questi alimenti. La loro azione gozzigena, soprattutto previa cottura/bollitura è trascurabile.

 Stefania Fortino Biologa