IL RUOLO DEGLI ORMONI NELL’ESERCIZIO FISICO

Articolo a cura di Giulia Simonetti

Esercizio fisico si o no? Perché? Quali attività ? Ipotiroidismo e Ipertiroidismo, cosa cambia?

Vi ringrazio subito per i consensi ricevuti, oltre ogni aspettativa, al mio primo articolo. Sono felice di essere stata utile a molti di voi (per chi non avesse letto il primo articolo, lo troverà a questo link). Continuerò trattando gli argomenti in modo semplice e diretto ed oggi approfondirò le tematiche legate all’ Ipotiroidismo e all’Ipertiroidismo sotto l’aspetto dell’esercizio fisico, purtroppo molto sottovalutato.

Cosa cambia nel nostro corpo con il movimento? 

Per comprendere realmente la necessità di una corretta attività fisica vediamo cosa avviene nel nostro corpo quando si mette in movimento. A livello ormonale e metabolico c’è una modificazione totale nel nostro organismo poichè entrano in funzione molteplici processi fisiologici, in sinergia tra loro, che agiscono in maniera positiva quando l’attività fisica è svolta nel modo corretto e, soprattutto, nella giusta “quantità”. Gli eccessi sono sempre negativi, anche nel caso dell’allenamento. Ma noi ci riferiremo esclusivamente a quegli ormoni direttamente coinvolti nel nostro caso. In maniera molto semplificata possiamo dire che gli ormoni tiroidei aumentano con l’esercizio fisico e che quindi migliorando l’efficienza e la forma fisica modifichiamo positivamente l’attività tiroidea. Però dobbiamo sempre tener presente che l’alimentazione è strettamente legata ai benefici dell’attività fisica e per la costruzione di questi ormoni la dieta deve essere sufficientemente ricca di iodio.

Esistono anche due ormoni non tiroidei importantissimi : Insulina e Glucagone. E’ fondamentale capire come  questi due ormoni agiscano sul nostro metabolismo (regolando la glicemia) e come si comportano quando svolgiamo un esercizio fisico. Il nostro “ingrassare” o “non dimagrire” è strettamente connesso al loro funzionamento,  al movimento che facciamo ed a “come” ci alimentiamo (perché non dipende solo dalla quantità di cibo ma in quali momenti lo assumiamo). ll ruolo dell’insulina è quello di far scendere la glicemia nel processo che segue la digestione. Quando si mangia un alimento glucidico o un carboidrato (pane, pasta, patate, dolci, zucchero …), questo viene trasformato in glucosio che arriva nel sangue e determina un aumento della glicemia, (la percentuale di zucchero nel sangue rispetto al suo livello di base). Con questo processo la glicemia scatena la secrezione di Insulina, che ha il compito di prendere il glucosio in eccedenza nel sangue e smistarlo nel fegato e nei muscoli. In questo modo la glicemia viene riportata al suo livello di base. Quando l’assunzione di glucidi è in eccesso e/o ripetuta nell’arco della giornata, il glucosio in eccedenza viene trasformato in grasso e depositato nelle cellule adipose (ecco perché l’Insulina è anche detta Ormone dell’accumulo). Un ruolo importantissimo lo svolge l’ormone Glucagone che contrappone la sua azione a quella dell’insulina. Si occupa del mantenimento della glicemia (zuccheri nel sangue) lontano dai pasti, stimolando il consumo delle riserve di grasso accumulate sotto stimolo dell’insulina. Perciò il Glucagone è l’ormone che ci interessa stimolare per orientarci verso il dimagrimento. E’ fondamentale sapere che può svolgere efficacemente la sua azione a partire da almeno 2 ore dalla fine del pasto e che il meccanismo si interrompe se viene nuovamente stimolata insulina. Durante l’attività fisica il Glucagone aumenta e l’Insulina diminuisce. Con l’inizio del movimento l’Insulina ferma quasi totalmente la sua azione, ma il glucosio ai muscoli deve essere sempre rifornito (per evitare ipoglicemia), quindi è il Glucagone a portare ai muscoli l’energia necessaria alla contrazione, attingendo alle riserve, anche quelle di grasso accumulate dall’insulina. Capito questo, se dobbiamo controllare il peso, sappiamo perché un semplice cioccolatino è più dannoso a metà pomeriggio, che a fine pasto. Ma soprattutto comprendiamo l’importanza di un’adeguata attività fisica. Se soffriamo di Ipertiroidismo e quindi non abbiamo probabilmente necessità di dimagrire, possiamo usare queste conoscenze per sfruttare l’Insulina come alleata.

Ipotiroidismo: Ho letto che… ma è vero?

Leggo con preoccupazione in rete e su siti web che dovrebbero essere attendibili indicazioni molto scarse, generalizzate e troppo spesso non corrette sulle attività da svolgere per chi soffre di ipo o di ipertiroisdismo. Leggo che l’esercizio fisico aiuta a perdere peso… ma è questo che davvero ci interessa? Abbiamo già visto la grande differenza tra dimagrire e perdere peso nel mio articolo precedente (Tiroide ed Esercizio Fisico). Leggo che fare 30/40 minuti di allenamento è perfetto, ma anche 10 minuti al giorno sono efficaci…. e dico innanzitutto “mettetevi d’accordo”! Poi… allenamento di cosa? 30/40 minuti possono essere di camminata relax o di esercizi massacranti… è lo stesso? 10 minuti al giorno (di cosa?) sono efficaci … per cosa? Possiamo dire che “sono meglio di niente”, ma efficaci in tutta onestà no.

Un’adeguata attività fisica deve essere adattata alle specifiche esigenze ed, in questo caso, alle problematiche legate alla patologia, che possono variare ed essere più o meno gravi in base al tipo e livello di Ipotiroidismo o se il paziente ha subito o meno tiroidectomia. Bisogna anche valutare se la persona ha svolto regolarmente esercizio fisico in passato o se viene da una sedentarietà, perché la risposta muscolare, cardiaca  e funzionale, saranno ben diverse da persona a persona.

Mi sembra quindi chiaro che non ci si possa prendere la responsabilità di indicare in 2 righe cosa fare, come e quando farlo, senza conoscere la realtà della persona, la sua condizione fisica ed il suo grado di “allenamento” presente e passato.

Un dato certo è che l’attività deve essere costante, ma moderata, quindi non eccessiva, non lavori a intervalli.
Se si proviene da una situazione sedentaria e si è in forte sovrappeso, sarebbe già buono inserire 20-25 minuti di esercizio fisico per 2 volte a settimana. Si potrà migliorare di pari passo con i progressi che si otterranno, prolungando i tempi di lavoro e/o inserendo una terza e quarta seduta di attività.

Nel prossimo appuntamento, entreremo nello specifico di cosa fare o non fare.

Ipertiroidismo: Ho letto che… ma è vero?

Il cuore è uno degli organi-bersaglio principali degli ormoni tiroidei. La loro azione è positiva, dato che inducono una più vigorosa contrazione muscolare e, quindi, una maggiore gittata cardiaca. Purtroppo però, stimolando così la frequenza cardiaca in un paziente ipertiroideo, si verifica che di solito è tachicardico e da ciò possono derivare aritmie pericolose.

Ecco perché lo svolgimento di un’attività fisica con questa patologia è in parte compromesso. Infatti, il cuore è già stimolato dagli ormoni tiroidei in eccesso, le fibre muscolari sono già sollecitate chimicamente dall’ormone a contrarsi di più e la frequenza cardiaca è più vicina ai valori massimi. E’ come se aveste già corso una maratona senza averla realmente fatta.
Perciò sport altamente aerobici sono sconsigliati, almeno finchè non si interviene con opportune terapie.

Ma nell’ipertiroidismo spesso si liquida superficialmente l’attività fisica come qualcosa di controindicato in linea generale (per i motivi suddetti) o comunque inutile, dato che non ci sono problemi legati al metabolismo basso e al dimagrimento. Inoltre spesso di parla di sport intendendo esercizio fisico.

Precisiamo subito che attività fisica e sport non sono la stessa cosa : un esercizio fisico corretto e moderato non implica necessariamente un’attività cardiovascolare, tantomeno elevata.
E si ripete il grande errore di vedere l’attività fisica come qualcosa a cui ricorrere per dimagrire, perciò non avendo questa necessità, non serve. Invece il tono muscolare va mantenuto e sviluppato, le strutture tendinee e le articolazioni vanno mantenute sane, mobili e rinforzate, senza contare l’aspetto di benessere mentale. Tutto questo è efficienza fisica! Che ci deve sostenere per una vita migliore, soprattutto in previsione di problemi legati all’età che avanza, all’osteoporosi e ad un’autosufficienza nel quotidiano che sarà determinante in futuro. Quindi, assolutamente SI ad un giusto esercizio fisico anche nel caso di Ipertiroidismo!  Cosa poter fare senza rischi lo vedremo nei prossimi appuntamenti.
Il metodo di ginnastica funzionale da me studiato consente di orientare la lezione in base alle diverse esigenze e caratteristiche, con risultati di completa efficienza fisica, perché agisce sulla consapevolezza del nostro corpo. Mi consente di lavorare a basso impatto in isometria muscolare per un controllo corporeo globale, senza coinvolgimento cardiovascolare, oppure di spostarmi verso un lavoro a medio impatto che, coinvolgendo tutto il corpo scena affaticarlo, stimola efficacemente il metabolismo.
Stiamo valutando, soprattutto per chi non è su Roma e volesse apprendere il mio metodo, di creare un canale video specifico con lezioni, esercizi e tecniche per poter lavorare correttamente in autonomia. Su questa idea ci sarà utile avere vostre manifestazioni di interesse. Vi ringrazio e spero di essere stata utile… alla prossima.
Giulia Simonetti

giulia simonetti tiroidee

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Passeggiate nella natura per ritrovare il Benessere

“Ero uscito solo per fare una passeggiata, ma alla fine decisi di restare fuori fino al tramonto, perchè mi resi conto che l’andar fuori era, in verità, un andare dentro.”

John Muir, da “La mia prima estate sulle Sierra”

Foto di Biotrekking Roma
Articolo scritto dalla Dott.ssa Barbara Bonci, Psicologa e Psicoterapeuta e dalla Dott.ssa Stefania Fortino, Biologa e Guida Ambientale. *Foto di Biotrekking Roma*

E’ un’attività rilassante ed economica, lo sai fare da sempre e puoi scegliere il momento della giornata che vuoi. Le passeggiate nella natura, favorite dall’incalzare della primavera, sono fondamentali per risvegliare il metabolismo e per rendere più regolare l’attività della tiroide. In più ci rendono consapevoli dell’importanza di ritagliarci un tempo tutto per noi lontano dalla frenesia quotidiana per pensare solo al nostro rilassamento. I benefici del camminare sono tanti, sia dal punto di vista fisico che psicologico:

  • E’ un importantissimo strumento di prevenzione poichè mantiene il sistema cardio-vascolare in salute migliorando la circolazione sanguigna;
  •  Stimola creatività, produttività, memoria e migliora la qualità del sonno;
  • Passeggiare, specialmente nella natura, ci permette di connetterci con l’ambiente che ci circonda aiutandoci a liberare la nostra mente da pensieri fastidiosi e pressanti;
  • Quando i muscoli si attivano, il nostro corpo produce delle sostanze (endorfine e serotonina) che ci aiutano a prevenire o ridurre lo stress, l’ansia e la depressione.

Passeggiate naturalisticheInoltre camminare favorisce il radicamento, conosciuto in Analisi Bioenergetica (per approfondimenti) come Grounding. Il grounding, accompagnato dalla respirazione, rappresenta il nostro essere al mondo e il “sentirci” ben ancorati alla realtà in modo da favorire il contatto con il nostro corpo, con i nostri bisogni e le nostre emozioni. Abbiamo la fortuna di vivere in un ambiente mediterraneo, dove il clima è caratterizzato da estati calde e secche e da inverni miti e piovosi. Questo clima condiziona molto l’insorgere di una vegetazione particolare, costituita da piante sempreverdi, alcune delle quali, molto apprezzate per il sapore e il profumo, possono avere importanti proprietà benefiche per il nostro organismo. L’aria che respiriamo in città è un mix di sostanze inquinanti provenienti da veicoli, industrie, centrali elettriche e molte altre fonti. Questi inquinanti rappresentano un serio problema per gli effetti dannosi che possono avere nei confronti della nostra salute e dell’ambiente in cui viviamo. Alcuni organismi, in particolare licheni, muschi ed alcune piante superiori hanno la capacità di assorbire ed accumulare questi contaminanti (molte delle quali con caratteristiche persistenti), mitigando l’inquinamento atmosferico. Biotrekkingroma

Vivere la natura, passeggiando all’aria aperta, in un bosco, su una spiaggia o anche semplicemente in un parco urbano rappresenta un elemento di grande importanza ai fini del miglioramento della qualità della vita.

  • Un modo per stimolare e approfondire le nostre conoscenze botaniche per saperne di più sulle proprietà della vegetazione che ci circonda, sulle condizioni necessarie alla crescita e all’utilizzo di specie botaniche di grande interesse ecologico, ambientale e alimentare.
  • Un modo per fare del sano esercizio fisico, coniugando molto spesso arte e cultura.

Per chi vive a Roma e desidera godersi la natura partecipando ai Percorsi naturalistici di Biotrekking Roma, vi aspettiamo Domenica 19 Aprile a Villa Ada.