VIVERE SENZA TIROIDE

Grazie a Fabiana per aver condiviso con noi i suoi pensieri da ex basedowiana.

Alla fine l’ ho dovuto fare, ho dovuto scegliere tra l’operazione o la pillola radioattiva.  In quel momento mi importava farla finita subito, sbarazzarmi di quella tiroide che funzionava troppo e non ne voleva saperne di calmarsi. I contro erano veramente troppi e ho scelto l’operazione che secondo me mi avrebbe tolta subito dall’impiccio di questa ingombrante tiroide. Prima dell’intervento mi dava sollievo il pensiero di non dover fare più i conti con sbalzi d’umore, fluttuazioni di peso e gonfiori ma più che altro avevo la consapevolezza di chiudere un capitolo per sempre. Chiudere con il morbo di Basedow.

Dopo l’intervento è come se avessi tolto dalla mia gola e dalle mie spalle un grosso peso. Ma del morbo di Basedow forse non mi sono del tutto liberata. Resterà con me come la mia piccola cicatrice. E continuo a combattere contro l’umore nero e il nervosismo, il gonfiore della pancia e del viso, la stanchezza e i problemi di memoria. Guardandomi in giro mi sono accorta di non essere sola in questo malessere e che lentamente si può ritornare alla vita.

Auguro a tutti quelli che, come me, hanno scelto la tiroidectomia una pronta guarigione e un velocissimo ritorno alla vita attiva e gioiosa.

 

Se anche tu vuoi raccontare la tua storia vai alla pagina del “PROGETTO TIROIDEE”

GRUPPI DI SUPPORTO TRA TIROIDEI

GRUPPI tiroide

” Un dolore condiviso è un dolore dimezzato.

Una gioia condivisa è una gioia raddoppiata.”

Proverbio svedese

Da Novembre 2014 sono attivi a Roma i gruppi di supporto tra tiroidei (massimo 6 persone per gruppo).

Partecipare a un gruppo di supporto aiuta a uscire dall’isolamento, da la possibilità di raccontare la propria esperienza, di dare voce al dolore che preme da dentro e che a volte si fa insopportabile, da la consapevolezza che qualcuno può comprendere e ascoltare senza giudicarci.

I gruppi hanno l’obbiettivo di accompagnare e supportare quanti si trovano a convivere con una disfunzione alla tiroide, agevolando la comunicazione sia sul piano psicologico che relazionale e sociale.
I benefici che possono essere raggiunti da chi partecipa ad un gruppo di supporto sono molto rilevanti ai fini del benessere globale:

  • potenziamento delle capacità di far fronte ad una situazione difficile e partecipare in modo attivo e fiducioso  alle eventuali terapie;
  •  trasformazione di un’esperienza vissuta passivamente in una risorsa personale positiva;
  •  miglioramento della comunicazione dei propri bisogni a livello interpersonale e familiare;
  • riduzione di stati di malessere, quali ansia o depressione.

Il secondo gruppo partirà Sabato 6 Dicembre in orario pomeridiano e sarà moderato e affiancato da una Psicologa – Psicoterapeuta.

Per informazioni e per partecipare ad un gruppo di supporto manda una mail a tiroidee@gmail.com

o chiama il 380-6429311.

 

Una Basedowiana in remissione – La Storia di Sabrina

sabrina

Se mi guardo indietro:

Mi chiamo Sabrina, ho 28 anni e scrivo da Roma. Ho il Morbo di Basedow in remissione spontanea da dicembre 2013 e da allora la mia prospettiva sulla malattia è notevolmente cambiata. All’inizio, quando ho finalmente scoperto il morbo ero alla disperata ricerca di informazioni riguardo alla mia condizione e cercavo persone che mi potessero rassicurare e raccontare la loro storia. Quando stavo male non ho mai realmente trovato qualcuno che potesse aiutarmi o rispondere alle mie domande nè dal punto di vista personale, nè professionale. Ho vissuto per due anni e mezzo nell’incertezza, non sapevo cosa mi stesse succedendo e non riuscivo a stare meglio. Adesso che sono in remissione ho trovato questo sito e ho deciso di lasciare un mio contributo per tutti quelli che stanno vivendo la mia situazione o si trovano adesso a scoprire il morbo di Basedow. Ci sono stati dei pensieri che mi hanno aiutata ad andare avanti: 1 – Il nostro corpo cercherà la guarigione e il benessere se anche la nostra mente lo vuole; 2 – Alcuni specialisti non vedono la persona nella sua totalità ma guardano soltanto alla malattia e su questo non ci possiamo fare niente se non avere la fortuna di incontrare lo specialista giusto per noi e con un punto di vista più aperto; 3 – Non pensare all’ aspetto fisico (con il farmaco sono ingrassata parecchio) la salute è la nostra unica priorità al momento e per le diete ci sarà tempo dopo.

Spero molto di mantenere questo stato di remissione spontanea….e se così non sarà sono pronta a reincontrare la mia vecchia me e a farci i conti.

 Se anche tu vuoi raccontare la tua storia vai alla pagina del “PROGETTO TIROIDEE”

PROGETTO “TIROIDEE”

PROGETTO TIROIDEE

Con il vostro aiuto speriamo di costruire una biblioteca di storie da parte di persone con diversi tipi di malattie della tiroide e nelle diverse fasi del loro percorso.

La speranza è  che questa raccolta di racconti di vita possa diventare una buona risorsa, non solo per i pazienti ed i loro amici e famiglie, ma anche per infermieri, medici endocrinologi e altri membri della professione medica. L’obiettivo principale di questa raccolta è la condivisione dei nostri vissuti e di comprendere come le malattie della tiroide influiscano sulla nostra vita anche dal punto di vista psicologico e compromettano il benessere globale della persona.

Uno degli obiettivi è promuovere la convinzione che con una buona e personalizzata cura si può stare meglio e molti dei sintomi legati alla malattia della tiroide rientrano appena si stabilizzano i valori ormonali. Questo però, per moltissimi, è un lungo percorso che porta alla guarigione ed attraversa momenti difficili, blocchi, periodi di sconforto e di sfiducia verso tutto.

Leggendo queste storie possiamo capire che non stiamo combattendo una battaglia in solitudine e che con perseveranza e fiducia si può stare meglio.    LEGGI LE STORIE

Voglio condividere la mia storia, come faccio?

Puoi scegliere tra molti modi quello che è più adatto a te:

1- Compila il Modulo di Contatto che troverai QUI e richiedi il modulo dell’intervista via mail o inviaci liberamente la tua storia;

2- Richiedi un’intervista telefonica scrivendo a tiroidee@gmail.com e segnalandoci i giorni e gli orari che preferisci, sarai ricontattato telefonicamente da Tiroidee per l’intervista.

3- Se vivi a Roma puoi richiedere un’intervista dal vivo con Tiroidee. Compila il modulo di contatto alla fine dell’articolo e indicaci i tuoi giorni e orari preferiti. Non dimenticare di lasciarci un tuo recapito telefonico!

Le vostre storie saranno pubblicate sul nostro blog in forma anonima o ( secondo le vostre preferenze) con il vostro nome e una foto.  LEGGI LE STORIE

Prima di inoltrarci la tua storia o richiedere un’intervista leggi l’informativa sulla Privacy e il Copyright.

La storia di Mariarita- Basedow e speranza per il futuro

La prima TiroIdea ci ha contattato per email condividendo con noi i suoi pensieri e parlandoci del suo percorso con il Morbo di Basedow.

Storia di Mariarita

Ciao a tutti, mi chiamo Maria Rita ho 37 anni e vi scrivo da Roma. Ripensando alla mia storia, ho perso tantissimi anni della mia vita a trovare una soluzione ai miei problemi di tiroide. Ho scoperto di avere il Morbo di Basedow quando avevo 25 anni e da quel momento mi sono concentrata giorno e notte sui miei sintomi: ansia fortissima, tachicardia, agitazione e incapacità di dormire e di gestire il peso. Solo adesso che inizio a stare meglio (dopo l’operazione di rimozione totale della tiroide e dopo aver finalmente trovato l’equilibrio giusto con i farmaci) posso vedere tutti questi pezzi della mia vita rimontati insieme riuscendo a darmene una spiegazione. Per fortuna in tutti questi anni ho avuto il supporto della mia famiglia e degli amici. Se non avessi incontrato il mio incredibile medico che mi ha seguito costantemente e con premura negli ultimi 5 anni sicuramente sarei ancora alle prese con tutti i problemi che avevo prima. La verità è che in Italia c’è ancora pochissima  informazione e trovo  inaccettabile che molti soffrano a causa  di problemi alla tiroide diagnosticati tardi o non riescano ad avere risposte e informazioni dai loro medici.

  La mia speranza per il futuro è che ci possa essere una maggiore visibilità per le disfunzioni della tiroide e soprattutto per i pazienti e le loro storie in modo che gli specialisti che ci seguono possano rendersi conto non solo dei nostri sintomi ma anche del nostro bisogno di risposte, conoscenza e supporto psicologico.
Se anche tu vuoi raccontare la tua storia vai alla pagina del “PROGETTO TIROIDEE”
Foto di Helga Weber