PASSEGGIATA AL TRAMONTO A VILLA ADA

Tiroidee a Villa Ada

DOMENICA 28 GIUGNO VIENI A CONOSCERCI E A FARTI CONOSCERE IN OCCASIONE DELLA PRIMA PASSEGGIATA NATURALISTICA ORGANIZZATA DALL’ASSOCIAZIONE TIROIDEE!

L’EVENTO E’ GRATUITO ED APERTO A TUTTI!


Un’occasione per celebrare l’arrivo dell’estate godendo delle bellezze naturalistiche di Villa Ada!

Il Parco è infatti caratterizzato da una fitta vegetazione tipica del mediterraneo, dove si alternano zone boschive a leccio, quercie da sughero, pini, allori e zone a macchia mediterranea, attirando e fornendo ospitalità a numerose specie di animali selvatici.

Una piacevole passeggiata alla scoperta della flora e della fauna di uno dei Parchi urbani più estesi della Capitale, un ottimo consiglio per dimenticare lo stress della vita quotidiana!

Il percorso è a bassa difficoltà (semplice camminata adatta a tutti e senza necessità di alcuna attrezzatura specifica) e di durata di 1h e 30′ circa.

Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni sulla Mission e le attività dell’Associazione Tiroidee, associarsi, fare una donazione o/e semplicemente conoscerci e  godersi la passeggiata!

Evento in collaborazione con: biotrekking

Dott.ssa Stefania Fortino
Biologa – Guida Ambientale
Vicepresidente dell’Associazione Tiroidee
http://biotrekkingroma.com
Cell. +39 349 2205430

Passeggiate nella natura per ritrovare il Benessere

“Ero uscito solo per fare una passeggiata, ma alla fine decisi di restare fuori fino al tramonto, perchè mi resi conto che l’andar fuori era, in verità, un andare dentro.”

John Muir, da “La mia prima estate sulle Sierra”

Foto di Biotrekking Roma
Articolo scritto dalla Dott.ssa Barbara Bonci, Psicologa e Psicoterapeuta e dalla Dott.ssa Stefania Fortino, Biologa e Guida Ambientale. *Foto di Biotrekking Roma*

E’ un’attività rilassante ed economica, lo sai fare da sempre e puoi scegliere il momento della giornata che vuoi. Le passeggiate nella natura, favorite dall’incalzare della primavera, sono fondamentali per risvegliare il metabolismo e per rendere più regolare l’attività della tiroide. In più ci rendono consapevoli dell’importanza di ritagliarci un tempo tutto per noi lontano dalla frenesia quotidiana per pensare solo al nostro rilassamento. I benefici del camminare sono tanti, sia dal punto di vista fisico che psicologico:

  • E’ un importantissimo strumento di prevenzione poichè mantiene il sistema cardio-vascolare in salute migliorando la circolazione sanguigna;
  •  Stimola creatività, produttività, memoria e migliora la qualità del sonno;
  • Passeggiare, specialmente nella natura, ci permette di connetterci con l’ambiente che ci circonda aiutandoci a liberare la nostra mente da pensieri fastidiosi e pressanti;
  • Quando i muscoli si attivano, il nostro corpo produce delle sostanze (endorfine e serotonina) che ci aiutano a prevenire o ridurre lo stress, l’ansia e la depressione.

Passeggiate naturalisticheInoltre camminare favorisce il radicamento, conosciuto in Analisi Bioenergetica (per approfondimenti) come Grounding. Il grounding, accompagnato dalla respirazione, rappresenta il nostro essere al mondo e il “sentirci” ben ancorati alla realtà in modo da favorire il contatto con il nostro corpo, con i nostri bisogni e le nostre emozioni. Abbiamo la fortuna di vivere in un ambiente mediterraneo, dove il clima è caratterizzato da estati calde e secche e da inverni miti e piovosi. Questo clima condiziona molto l’insorgere di una vegetazione particolare, costituita da piante sempreverdi, alcune delle quali, molto apprezzate per il sapore e il profumo, possono avere importanti proprietà benefiche per il nostro organismo. L’aria che respiriamo in città è un mix di sostanze inquinanti provenienti da veicoli, industrie, centrali elettriche e molte altre fonti. Questi inquinanti rappresentano un serio problema per gli effetti dannosi che possono avere nei confronti della nostra salute e dell’ambiente in cui viviamo. Alcuni organismi, in particolare licheni, muschi ed alcune piante superiori hanno la capacità di assorbire ed accumulare questi contaminanti (molte delle quali con caratteristiche persistenti), mitigando l’inquinamento atmosferico. Biotrekkingroma

Vivere la natura, passeggiando all’aria aperta, in un bosco, su una spiaggia o anche semplicemente in un parco urbano rappresenta un elemento di grande importanza ai fini del miglioramento della qualità della vita.

  • Un modo per stimolare e approfondire le nostre conoscenze botaniche per saperne di più sulle proprietà della vegetazione che ci circonda, sulle condizioni necessarie alla crescita e all’utilizzo di specie botaniche di grande interesse ecologico, ambientale e alimentare.
  • Un modo per fare del sano esercizio fisico, coniugando molto spesso arte e cultura.

Per chi vive a Roma e desidera godersi la natura partecipando ai Percorsi naturalistici di Biotrekking Roma, vi aspettiamo Domenica 19 Aprile a Villa Ada. 

SOSTANZE GOZZIGENE O ANTITIROIDEE

Articolo della Dott.ssa Stefania Fortino, Ph. D. Biologa
Articolo della Dott.ssa Stefania Fortino, Ph. D. Biologa

Lo iodio contribuisce in maniera determinante allo sviluppo e al funzionamento della tiroide.

Viene assunto mediante la dieta, assorbito attraverso il tratto gastro-intestinale e trasportato attraverso il flusso sanguigno alla tiroide che ne trattiene circa il 30%.

L’assimilazione dello iodio da parte dell’organismo e la sintesi degli ormoni tiroidei possono essere ridotte o inibite da alcune sostanze naturalmente presenti in numerosi alimenti vegetali.

Queste sostanze sono dette “gozzigene o antitiroidee” perché interferiscono con il metabolismo della tiroide, impedendo l’assimilazione dello iodio e determinando ipertrofia (comunemente conosciuto come “gozzo“).

Le molecole responsabili nel determinare questi effetti biologici sono maggiormente presenti nei vegetali appartenenti alla Famiglia delle Brassicaceae (o Crucifere), della quale fanno parte diverse categorie di ortaggi, come il cavolo, le rape, i broccoli, la rucola, i cavolfiori, la colza ecc.

  • Le sostanze gozzigene più attive sono presenti negli ORTAGGI A INFIORESCENZA, quali i cavoli, i cavolfiori, i cavoli di Bruxelles, i broccoli e le rape.

L’assunzione di iodio con la dieta non è sufficiente a contrastare il loro effetto gozzigeno (impedire l’assimilazione dello iodio da parte della tiroide).

  • Altre sostanze gozzigene sono presenti negli ORTAGGI A RADICE e A FOGLIA (sempre della Famiglia delle Brassicaceae), quali il crescione, il rafano, il ravanello e la senape. Queste sono invece considerate meno attive perchè il loro effetto gozzigeno può essere inibito dall’assunzione di iodio con la dieta.

In generale, l’azione gozzigena di queste sostanze non è necessariamente rilevante, ma occorre tenerla presente soprattutto in quelle regioni in cui l’assunzione di iodio con la dieta o per altri motivi, è scarsa.

E’ importante prestare attenzione all’assunzione di Brassicaceae ai soggetti affetti di ipotiroidismo,  anche se la biodisponibilità di queste sostanze viene enormemente ridotta dalla cottura (ad alta temperatura) di questi vegetali. Uno studio riporta come il cavolo bianco sottoposto a bollitura, abbia una perdita del contenuto di isotiocianati (sostanze gozzigene) del 56% nei primi 2 minuti e del 70% dopo 8-10 minuti.

Oltre all’impatto della cottura, anche i processi di congelamento potrebbero influire sulla biodisponibilità di queste sostanze.

Con la carenza nutrizionale iodica aumenta il rilascio da parte dell’ipofisi dell’ormone tireostimolante (TSH, thyroid stimulating hormone), il quale cerca di compensare il deficit, stimolando le cellule follicolari e aumentando la loro capacità di captare iodio. Quando la stimolazione del TSH diventa cronica si verifica un ingrossamento della tiroide (“gozzo“) e successivamente possono comparire noduli anche molto grandi, (“gozzo nodulare”) fino a causare gravi problemi alla respirazione e alla deglutizione.

Si stima che i disturbi da carenza di iodio interessi più di un miliardo di persone distribuite in 80 Paesi.

In Italia sono circa 6 milioni di persone; ancora oggi il gozzo è considerata una patologia endemica e l’ipotiroidismo congenito ha un’incidenza molto elevata.

CURIOSITA’:

In alcuni Paesi, il gozzo era talmente comune da essere considerato come una normale caratteristica somatica; veniva rappresentato in bambole dell’America centrale e in Italia ricordiamo la maschera “Gioppino” di Bergamo che mostra addirittura il gozzo ripartito in 3 parti.

Domande frequenti:

1) In quali altri alimenti sono presenti sostanze gozzigene?

Sostanze gozzigene sono presenti in altri vegetali a foglia appartenenti alla famiglia delle Chenopodiaceae (bieta, barbabietola e spinaci), delle Leguminoseae (fagioli, piselli, soia, arachidi), delle Ombrellifere (carote) e altri come aglio, cipolla, mais, germogli di bamboo, patate dolci, miglio (Sudan), noci (Araucaria araucana), Barbassu (Brasile).

Svolgono inoltre azione gozzigena elementi chimici quali: l’arsenico, il calcio, il cobalto e il rame.

2) Mangiando alimenti contenenti sostanze gozzigene, c’è il rischio di diventare carenti di iodio?

No. Se non si hanno già disturbi legati alla tiroide, non è necessario privarsi di questi alimenti. La loro azione gozzigena, soprattutto previa cottura/bollitura è trascurabile.

 Stefania Fortino Biologa

 

IODIO: UN ELEMENTO ESSENZIALE PER IL NOSTRO ORGANISMO

Articolo di Stefania Fortino
Articolo della Dott.ssa Stefania Fortino, Ph. D. Biologa

Fonti alimentari e fabbisogno giornaliero

Lo iodio è un micronutriente essenziale presente nell’organismo umano in piccole quantità (15–20 mg),  concentrato quasi esclusivamente nella tiroide (circa il 70-80%) e distribuito in altri tessuti, in particolare nelle ovaie, nei muscoli e nel sangue.

L’unica funzione biologica riconosciuta allo iodio è connessa all’attività della tiroide e alle tironine da essa prodotte, le quali contengono iodio nella loro struttura chimica:

  • Tiroxina (chiamata T4 per la presenza di 4 atomi di iodio)

  • Triiodotironina (chiamata T3 per la presenza di 3 atomi di iodio)

Lo iodio e’ diffuso nell’ambiente in diverse forme chimiche ed è presente nel suolo e nelle rocce. Si scioglie nell’acqua piovana ed è trasportato nei fiumi fino al mare. Qui lo iodio può evaporare e con le piogge ritornare sulla superficie terreste o accumularsi nelle alghe, nei pesci e nei crostacei.

Il contenuto di iodio in un determinato terreno varia notevolmente a seconda delle caratteristiche del suolo (contenuto di sostanza organica, quantità delle precipitazioni, permanenza più o meno lunga negli strati superficiali del suolo, ecc…). Ma, generalmente, il contenuto di iodio nei suoli è minore nelle zone montane e nelle pianure alluvionali rispetto alle zone costiere.

FONTI ALIMENTARI DI IODIO

Lo iodio non è sintetizzato dall’organismo, la sua principale fonte è rappresentata dalla dieta. Tuttavia, il contenuto di iodio negli alimenti è estremamente variabile e dipende dalla presenza di questo elemento nel terreno e nell’acqua. Nei vegetali dipende dallo iodio presente nel terreno in cui vengono coltivati, mentre negli alimenti di origine animale dipende dallo iodio assunto dagli animali con l’alimentazione.

Gli alimenti con la più alta concentrazione naturale di iodio sono i pesci e i frutti di mare (vedi Figura 1 e 2). Tutti i tipi di fauna e vegetazione marina assorbono iodio dall’acqua di mare e per questo sono ottime fonti di questo minerale. In misura minore lo iodio si trova nella frutta, nelle uova, nei cereali, nei prodotti lattierocaseari e nella carne.

La disponibilità metabolica dello iodio presente negli alimenti può dipendere anche dal metodo di cottura: ad esempio, mediante bollitura si ha una maggiore riduzione del contenuto di iodio.

Figura 1: Contenuto medio (µg) di iodio per categoria alimentare

Figura 2: Contenuto medio (µg) di iodio in pesce e suoi derivati, crostacei e molluschi

FABBISOGNO GIORNALIERO

In condizioni basali, si calcola che la tiroide ha bisogno di 60 µg di iodio al giorno per mantenere un adeguato rifornimento di tiroxina. Questa quantità in massima parte (50 µg) deve provenire dalla dieta, mentre un sesto (10 µg) è recuperata dal ricambio ormonale.

Per assicurare una disponibilità in condizioni di normale attività e spesa energetica, si raccomanda a un adulto di introdurre 150 µg di iodio al giorno (vedi tabella). La parte di iodio, eventualmente in eccesso, non utilizzata dalla tiroide, viene escreta con le urine e con le feci, insieme allo iodio proveniente dal ricambio ormonale (vedi Tabella 1).

Tabella 1AA VV 2005 Fisiologia dell’uomo – FAO/WHO, ICCIDD, 2005

Se l’apporto di iodio è inferiore a 60 µg, la tiroide può subire ipertrofia (ingrossamento), comunemente chiamata “gozzo”. Quando l’apporto di iodio diventa molto basso (inferiore a 20 µg), sebbene la tiroide abbia un meccanismo naturale di adattamento, non riesce a compensare l’ipertrofia e a raggiungere un’adeguata assunzione di iodio, e s’instaura di conseguenza uno stato di ipotiroidismo.

L’assunzione di iodio con gli alimenti può non essere sufficiente. Per monitorare una corretta assunzione in Italia, l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha istituito l’OSNAMI (Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Idroprofilassi in Italia), una struttura epidemiologica che si occupa del programma di iodoprofilassi in relazione alla prevenzione del gozzo endemico e delle altre patologie derivanti dalla carenza iodica.

Il programma di prevenzione prevede una serie di misure destinate a promuovere il consumo di sale arricchito di iodio su tutto il territorio nazionale.

stefania Fortino

Bibliografia:

AA VV (Ed.E.E). Fisiologia dell’uomo, 2005.

Olivieri A., Vitti P. (Ed.). Attività di monitoraggio del programma nazionale per la prevenzione dei disordini da carenza iodica. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2014. (Rapporti ISTISAN 14/6).

Coltiva il tuo Benessere

coltiva il tuo benessere

Prendersi cura di se stessi e dello spazio in cui viviamo

Fiori, foglie e frutti oltre che abbellire giardini e terrazze ci comunicano ogni giorno un piacevole insieme di profumi, suoni e colori suscitando anche solo per un istante sentimenti, emozioni e stati d’animo positivi.

La presenza del verde nelle nostre case contribuisce al miglioramento della qualità della vita, soprattutto in città.

Oltre alla sua funzione ecologica ed ambientale, attutendo l’impatto degradante delle edificazione indiscriminata e regolando gli effetti del microclima cittadino (estati troppo calde e inverni rigidi), il verde contribuisce in maniera significativa al benessere psicologico di chi ne fruisce. Dal punto di vista culturale e didattico essere a contatto con il verde stimola e favorisce la conoscenza e l’approfondimento della botanica, dell’ecologia e dell’ambiente in generale.

Negli ultimi anni, in linea con una cultura più sostenibile, anche in Italia aumenta sempre più la pratica degli orti urbani, un modo per migliorare il proprio stile di vita a contatto diretto con le piante.

  • L’ORTO SU BALCONI E DAVANZALI: coltivare ortaggi ed erbe aromatiche da usare in cucina;
  • L’ORTO “SINERGICO”: creare un equilibrio tra ambiente naturale e antropizzato;
  • PIANTE ORNAMENTALI DA APPARTAMENTO: ornamento per le nostre case e piacevole integrazione col nostro arredo.

Effetti positivi del verde urbano:

  • abbellimento dei balconi a vista
  • vita equilibrata
  • cibo sano
  • filiera a Km zero
  • educazione alimentare
  • stimolazione alla collettività familiare e condominiale
  • responsabilità ambientale
  • valorizzazione del territorio
  • città più vivibile

 

stefania Fortino