La Storia di Rossella – Hashimoto e Gravidanza

In Italia sono circa 6 milioni le persone che soffrono di problemi alla tiroide. Secondo una recente campagna di sensibilizzazione lanciata dalla Fondazione Serono il rapporto tra donne e uomini è di 8 a 1. Questo ci dimostra che la tiroide è donna e che sono tantissime le giovani donne a scoprire e curare non tempestivamente le disfunzioni tiroidee. Tenere sotto controllo la funzione della nostra piccola ghiandola  è importantissimo ( per alcune di noi vitale)  quando si programma una gravidanza, durante i nove mesi di gestazione e anche dopo!

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto la testimonianza di Rossella che ci parla proprio di questa delicata ma frequente tematica in relazione alla Tiroidite di Hashimoto. La ringraziamo tantissimo per questo contributo di positività e tenacia che pensiamo possa essere di supporto a chi combatte per convivere serenamente con la malattia.

Ciao  a tutti! Mi chiamo Rossella e ho 31 anni. A soli 24 anni ho scoperto di avere la tiroidite di Hashimoto. Mi ero sposata ad ottobre e a novembre rimasi subito incinta. I primi mesi non aumentai di peso ma dal 4° mese in poi cominciai  a notare dei cambiamenti: prendevo un kg a settimana. Ero ignara di ciò che mi stava accadendo, poichè non avevo mai manifestato alcun sintomo correlato alla tiroide. Arrivai al 9° mese e sembravo una mongolfiera, avevo preso circa 28 kg. il mio corpo era cambiato terribilmente. Era nata la bambina, ma i mesi successivi furono per me devastanti. Ero sempre stanca, avevo sempre freddo, non riuscivo a tenere in braccio mia figlia e a salire le scale con lei perchè mi sentivo cadere per terra. Dimenticavo tutto persino ciò che stavo dicendo durante una conversazione. Piangevo e piangevo, sola in casa, non volevo che nessuno si rendesse conto di quanto stavo male. La mia vita sessuale era un disastro: cercavo di nasconderlo a mio marito ma non provavo nulla durante i nostri rapporti. Mi dicevo costantemente che ero troppo giovane per essere ridotta così. Decisi di fare degli esami di controllo e uscirono fuori dei valori terribili, tanto che il l’endocrinologo mi disse che era un miracolo che mia figlia fosse nata e senza alcun problema di salute. Da lì seguirono altri esami, controlli e tutta la routine che già conosciamo e mi venne diagnosticata la tiroidite di Hashimoto. Ciò che mi ha aiutato più di tutto è stato quello di aver un obiettivo; mi iscrissi alla laurea specialistica. non nego quanto fosse difficile trovare la concentrazione per studiare e il più delle volte dimenticavo ciò che io stessa stavo ripetendo durante la preparazione ai vari esami da sostenere. Ma non dimenticherò mai la soddisfazione di un 30 e lode al primo esame  nonostante tutte le mie difficoltà di quel periodo. Era più di un esame quello, per me era una competizione con me stessa: avrei vinto io e non la malattia. Non potevo permetterle di invalidarmi la vita, avevo solo 24 anni e una figlia appena nata. Sono passati gli anni, ho avuto un altro bimbo, sono riuscita a perdere parecchi kg e anche se il mio corpo porta ancora i segni, sono fiera di me perchè in questa battaglia, nonostante sia sempre una partita aperta, sono io ad aver VINTO.  So bene che prenderò la pillola per il resto della vita e mi sottoporrò ogni 6 mesi agli esami ma, so che dovrò convivere con i miei sbalzi di umore e le mie dimenticanze ma sentirsi bene è già una vittoria anche se la malattia è lì con me e vivrà con me.

Se anche tu vuoi raccontare la tua storia vai alla pagina del “PROGETTO TIROIDEE”

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